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Famiglia Galvani

I Galvani erano una famiglia di imprenditori che risiedevano in una villa di Cordenons, sede della cartiera e della filanda di loro proprietà. Le altre loro fabbriche sorgevano nella vicina Pordenone. A metà del XVIII secolo si erano dedicati alla fabbricazione della carta, diventandone nel XIX secolo, i maggiori produttori in area veneta. Si occuparono quindi della filatura della seta, della fabbricazione di terrecotte e ceramiche, della distillazione di liquori e alla fabbricazione di inchiostri. Le industrie Galvani sono parte integrante della storia locale, determinandone spesso le sorti.

Villa Galvani, situata nell’omonimo parco di Pordenone. Fu una delle residenze della Famiglia Galvani; oggi è di proprietà del Comune di Pordenone e utilizzata per ospitare mostre d’arte contemporanea.

A fondare la Ceramica Galvani fu Giuseppe Carlo Galvani nel 1811, che iniziò la sua attività nei fabbricati di pertinenza dell’antico convento di Sant’Antonio, situato fuori dalle mura di Pordenone, presso la porta settentrionale, che oggi non esiste più, detta Arco della Bossina.

Andrea Galvani dirige la fabbrica dal 1836 e introduce i concetti di organizzazione industriale del lavoro, riducendo i tempi di produzione e i costi, aumentando la qualità dei prodotti. Dedica particolare cura allo studio di un sistema per migliorare la bianchezza delle vernici, riuscendo a portare l’impasto ad un grado di purezza simile a quello inglese, pur partendo da materie prime di qualità inferiore. Fu artefice di una serie di innovazioni tecniche alle quali si deve il successo dell’attività della Galvani.

Nel 1855 la direzione passa ai fratelli Giorgio e Giuseppe Galvani che adottano il “gallo andante” come marchio di fabbrica.

L’ingegnere Enrico Galvani, direttore della Ceramica Galvani dal 1919 al 1939, fu anche podestà di Pordenone, dal 1935 al 1943. Durante la gestione di Enrico Galvani, la fabbrica viene distrutta in un incendio nel 1921, ma riprende la produzione nel 1922 cogliendo l’occasione di rinnovare l’attività sotto il profilo tecnico-organizzativo e di rilanciare la produzione sotto quello stilistico.

Dal 1969 la proprietà della fabbrica non è più della famiglia Galvani e la sede viene spostata a Villanova, dove inizia un periodo di declino che terminerà con il fallimento dell’attività.