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Cos’è la ceramica?

Il termine ceramica deriva dal greco keramos, che significa argilla, e indica qualsiasi tipo di manufatto composto essenzialmente di argilla, foggiato a freddo, essiccato e consolidato a caldo. Le argille sono materiali che si trovano nel sottosuolo, risultato della decomposizione, avvenuta in milioni di anni, di rocce feldspatiche. Nel campo della ceramica si utilizzano le “argille caoliniche”, costituite principalmente da “caolinite”.

Le argille caoliniche hanno una caratteristica speciale detta plasticità per cui esse possono assorbire fino al 70% di acqua e, così bagnate, possono essere facilmente modellate e assumere qualsiasi forma desiderata, che si conserva poi con l’essiccamento. Durante l’essiccamento si ha sempre una contrazione del volume del materiale detta “ritiro” o “calo”, che è tanto maggiore più il prodotto è plastico. L’essicazione però non elimina la plasticità che è possibile riottenere umidificando l’oggetto, solo con la cottura il materiale perde ogni plasticità.

Tipologie di ceramica

I prodotti dell’artigianato e dell’industria della ceramica si possono classificare in “ceramiche a pasta compatta” e “ceramiche a pasta porosa”. Le prime dopo la cottura risultano impermeabili ai liquidi e ai gas e sono molto resistenti. Le seconde sono porose, assorbenti e si danneggiano facilmente.

Ceramiche a pasta compatta

Porcellana, Grés

Ceramiche a pasta porosa

Terraglie, maioliche, terrecotte

  • Porcellana – L’impasto è formato dalle materie prime più pure: argilla caolinica purissima, fondenti e feldspato. L’oggetto di porcellana dopo la prima cottura si denomina biscuit e si presenta bianco e translucido. Se il pezzo deve essere verniciato, la prima cottura avviene a bassa temperatura e restando poroso può essere rivestito da una vernice trasparente, detta “cristallina” o “vetrina”, o non trasparente, detta “ricoprente”, e cotto una seconda volta per fondere la vernice.
  • Grés – L’impasto è formato da materie prime meno pure di quelle per la porcellana più facilmente fusibili e cioè da una miscela di argille refrattarie e argille comuni, oppure da una miscela di argille fini. Per la loro elevata resistenza meccanica ed inattaccabilità agli agenti chimici, questi prodotti sono molto utilizzati nelle apparecchiature per le industrie chimiche e nelle reti fognarie.
  • Terraglia – L’impasto della terraglia si ottiene aggiungendo all’argilla plastica carbonato di calcio e di magnesio e silice. Dopo la prima cottura è bianca. Si distinguono terraglie “forti e dure”, “semidure” e “dolci o tenere” in base alla temperatura a cui vengono cotte. Il biscotto, cioè l’oggetto ottenuto dopo la prima cottura, può essere decorato, quindi ricoperto di vernice trasparente che nella seconda cottura vetrifica e lascia vedere i colori sottostanti.
  • Maiolica – Le maioliche differiscono dalla terraglia perché dopo la prima cottura la pasta è maggiormente porosa e colorata in giallino o rossastro: devono pertanto essere ricoperte da una vernice non trasparente o da uno smalto, generalmente bianco, che una volta vetrificato nasconde il colore dell’impasto. La decorazione viene fatta sopra smalto, prima della seconda cottura.
  • Terracotta – Gli impasti per le terrecotte sono più sono più grezzi di quelli per le maioliche e si trovano in natura. Se sono ricchi di ossidi di ferro, dopo cottura si colorano in rossastro, se invece vi è una sensibile percentuale di carbonato di calcio si colorano di giallo. Gli oggetti in terracotta subiscono una sola cottura e vengono lasciati senza vernice o smalto, sono porosi e molto assorbenti.

Fasi della lavorazione

Per la fabbricazione dei prodotti ceramici si devono eseguire delle operazioni fondamentali: preparazione degli impasti, formatura, essicazione e cottura, verniciatura o smaltatura ed eventuale decorazione degli oggetti, seconda cottura e cotture supplementari.

  1. La preparazione dell’impasto rappresenta l’operazione preliminare per la manifattura di una ceramica: ha lo scopo di rendere omogenea la creta e conferire morbidezza e plasticità, in modo uniforme, a tutta la massa. Dopo questo primo intervento è possibile modificare la costituzione originaria dell’argilla con diverse operazioni, come la decantazione che consiste nel diluire uniformemente l’impasto ottenuto per separare le impurità, oppure l’aggiunta di degrassante che consiste nel miscelare alla creta dei minerali frantumati o del cocciopesto per diminuire l’eccessiva plasticità dell’argilla.
  2. Per la formatura o foggiatura degli oggetti in ceramica si seguono due sistemi generali: al tornio o allo stampo. Al tornio si possono foggiare oggetti a mano, con gli stampi si ottengono oggetti per la colatura o calcatura. Il sistema più antico è quello del tornio o della ruota. Il tornio è costituito da un disco orizzontale che può girare su un perno verticale il quale a sua volta porta all’estremità inferiore un secondo disco di maggior diametro. Sul piatto superiore, detto girella o testa, l’operaio esegue il lavoro di foggiatura della pasta. La ruota inferiore (volano) è messa in moto dai piedi dello stesso vasaio. In tempi moderni si utilizza il tornio meccanico a frizione. Quando il pezzo non è ottenibile al tornio si segue il sistema della calcatura a mano in forme di gesso riproducesti la forma esterna dell’oggetto. Si usa anche il sistema della colatura sempre in stampi di gesso.
  3. Tutti gli oggetti dopo la formatura devono essere essiccati, spesso nei forni di cottura (essicatoi). I forni sono di vari tipi: a fiamma diretta (a legna o a gas), a muffola (a metano, a naffa o a legna) ed elettrici.
  4. La decorazione eseguita completamente a mano, con pennelli, stampini di gomma o spugnette, avviene prima della verniciatura. Le decorazioni con “decalcomanie” invece vengono eseguite dopo la seconda cottura; le decalcomanie vengono applicate sopra vernice e durante la terza cottura i colori si incorporano nella vernice stessa in modo da dare un effetto di sottosmalto.