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Ceramiche antiche a Pordenone

Anche se ci sono rimasti dei bellissimi esemplari delle produzioni ceramiche greche e romane, poco o nulla si conosce sulle manifatture del mondo antico. Col Medioevo cominciamo a trovare qualche documentazione storica sui centri di ceramiche, ma ben poco si conosce sulle botteghe. Sappiamo grazie agli scavi che nel 1300 e 1400 esisteva il vasellame dei castelli, prodotto con ceramica graffita, verniciata a motivi geometrici e floreali: si tratta di ciotole, brocche, tazze di provenienza od ispirazione veneziana.

In Italia, i graffiti a vernice piombifera ebbero nei centri di Ravenna, Parma, Cremona, Pavia, Venezia, Padova, Treviso, Mantova, Rovigo, Faenza, Bologna e Ferrara dei cultori eccezionali che riuscirono a portare una pratica povera e veramente artigianale a livello di vera arte.

È dimostrato che Pordenone non fu da meno di altri centri ceramici nella produzione di graffiti eseguiti con questa tecnica medievale. A Torre di Pordenone presso il Castello di Ragogna diversi anni fa venne alla luce un forno, intatto nella sua base, ricoperto di cocci e treppiedi per la cottura. Questa interessante scoperta fu seguita da rinvenimenti di reperti con figure graffite anche simili a ritratti che sempre più confermarono l’esistenza di una fiorente attività ceramica locale. Fra queste vi erano ceramiche grezze ed invetriate ed altro vasellame di stile arcaico, come boccali di color viola e verde con ornamenti geometrici. I pezzi appartengono ai secoli XV-XVI. Sono stati esposti alla Mostra del Graffito di Rovigo nel 1965, poi conservati nel Museo di Cividale, ed oggi sono esposti nel Museo Archeologico del Friuli Occidentale situato proprio nel Castello di Torre di Pordenone.

In Friuli nel secolo XV e XVI era diffusa la produzione di ceramica da cucina e per gli usi quotidiani. Nella cucina friulana si teneva appesa ad una parete una “gratola” con diverse mensole, dove venivano appoggiati piatti e scodelle d’uso quotidiano. Troviamo anche altri oggetti di ceramica di questo tipo come i calici che ad Aviano venivano utilizzati per il brindisi agli sposi nella prima metà del 1900, mentre a Pordenone nel 1800 si producevano piatti decorati a fiori, chiamati “della frittata” per l’uso che se ne faceva.

Ricostruzione di una tipica cucina friulana presso il Museo Carnico delle Arti Popolari di Tolmezzo.